Yoga per la malattia di Parkison

Dal 2020 propongo attività di yoga per persone con la malattia di Parkinson, in presenza e online.

Ma lo Yoga non è adatto solo a persone giovani e flessibili?

E’ una credenza molto diffusa, in realtà lo Yoga nasce qualche migliaio di anni fa per creare e mantenere la connessione tra mente e corpo, base per un benessere profondo dell’essere umano. Se ci pensi il Parkinson fa proprio il contrario, disconnette mente e corpo, il corpo non risponde più alla volontà della persona, la scelta volontaria di compiere o non compiere un dato movimento può quindi non realizzarsi. Ho pensato quindi che lo Yoga potesse avere grande potenzialità nel migliorare la gestione di questa malattia. Sia in presenza che online pratichiamo anche con l’aiuto della sedia che, oltre a permetterci di lavorare sulla postura seduta, permette di continuare a seguire la lezione anche in caso di off, distonia o discinesia.

“Ho la malattia di Parkinson e non ho mai fatto Yoga, è un’attività adatta a me?”

Dal 2020 lavoro con persone con la malattia di Parkinson in presenza e online e la maggiorparte di loro non avevano mai fatto Yoga. In questi anni ho selezionato alcuni strumenti dello Yoga, adattandoli alle specificità della malattia di Parkinson, con lo scopo di ampliare la respirazione, aumentare la flessibilità del corpo e la stabilità, diminuire la rigidità muscolare e indurre uno stato di naturale rilassamento psicofisico. Lo Yoga è ormai considerata una valida attività complementare all’attività motoria specifica, alla neuro-riabilitazione e alla terapia farmacologica, così come sancito da numerose evidenze scientifiche (es.: Clicca qui“Systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials on the effects of yoga in people with Parkinson’s disease”).

Altri Studi:

Ho letto che anche la meditazione fa bene a chi vive con la malattia di Parkinson?

Ormai ci sono diverse evidenze che queste attività, erogate anche in modalità online, possano essere molto di aiuto soprattutto per la gestione della componente ansiosa e depressiva che spesso è presente nella malattia di Parkinson. Io ho sperimentato quanto sia importante guidare le persone a migliorare la propria immaginazione, che nello Yoga è una delle facoltà della mente che viene “allenata” in diversi modi. Possiamo considerare l’immaginazione come uno strumento efficacissimo nel ridurre i tempi di rilassamento e nell’evocare sensazioni di benessere, calma, forza e stabilità. Io infatti consiglio sempre di seguire oltre alla lezione di Yoga anche quella di micro for MACRO, attività che nasce dallo Yoga terapeutico, prende ispirazione dal metodo MOC®, Movimento Organico Cosciente, ideato da Victor Morera Siscar, metodo che unisce lo Yoga alle più recenti scoperte delle neuroscienze. E’ una pratica di tipo meditativo in cui si attiva il corpo con dei micro movimenti o si immagina di farlo (motor imagery), allo scopo di liberare le tensioni, connettersi e riattivare specifiche aree del corpo, equilibrare il sistema nervoso, creare uno stato di rilassamento, calma e focalizzazione, con una conseguente sensazione di maggior spazio interno e libertà. Le lezioni di microforMACRO si tengono sia in presenza che online e sono adatte a tutti indipendentemente dalla condizione fisica e dall’esperienza di meditazione.

“Ma se un giorno non riesco tanto a muovermi o sono particolarmente bloccato posso praticare lo stesso?”

Certo! Di nuovo chiamiamo in campo l’immaginazione perchè se questa facoltà diventa immaginare un movimento si trasforma in «una capacità cognitiva che permette un’esperienza motoria in assenza di alcuna attivazione muscolare» (Moran, 2012). Il movimento immaginato ha caratteristiche simili a quello eseguito: vengono impiegate, cioè, risorse neurali tipiche dell’esecuzione del movimento. Perché è importante quindi l’immaginazione motoria? Attraverso l’immaginazione motoria si può imparare un movimento, per poi metterlo in pratica quando il blocco sarà passato.

Ed è per questo che spesso le nostre lezioni finiscono proprio con l’immaginare il movimento o la sequenza più importante che abbiamo eseguito fisicamente nella prima parte della lezione.

Ma poi a casa da solo posso praticare?

Dalla mia esperienza è molto difficile praticare a casa da soli ma ho visto che se supportati è possibile farlo. Io spesso propongo semplici pratiche attraverso video o audio da utilizzare a casa in sicurezza, per migliorare la respirazione, sciogliere le articolazioni, indurre uno stato di rilassamento prima di dormire o al bisogno. Con l’utilizzo di piccoli strumenti, ci si può davvero “autoaiutare” nel caso magari di distonie del piede o della mano, o nella riattivazione della sensibilità plantare dopo il riposo notturno o una lunga sosta sulla poltrona, così da migliorare la propriocezione ed il cammino. Accorgersi che anche da soli si possono gestire alcuni dei sintomi aiuta quel senso di autonomia così importante nella progressione della malattia.

Ok, ma va bene qualsiasi corso di Yoga?

Se l’insegnante è serio con una formazione solida e ha già esperienza di adattamento degli strumenti dello Yoga nel campo di malattie neurodegenerative, la risposta è SI’. Io personalmente ho iniziato la mia attività, leggendo la letteratura e le pubblicazioni in tema, confrontandomi con altri tipi di professionisti specializzati nel campo del Parkinson, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, musicoterapisti, danzaterapisti, neuropsicologi e ho davvero imparato tanto. Ho imparato anche dalle associazioni, da coloro che si prendono cura delle persone con Parkinson, i cosiddetti caregivers, e soprattutto dalle persone stesse che vivono con questa malattia. Proprio da loro continuo ad imparare in ogni lezione, cerco di osservarli sempre come fosse la prima volta e questo spesso fa sì che si scopra insieme come il Parkinson abbia creato o favorito specifici schemi motori e mentali che possono creare difficoltà nella quotidianità. Quello che facciamo allora, e uso il plurale perchè è davvero un lavoro di squadra, è trovare delle nuove strategie per aggirare e prendere in qualche modo un pò in giro questi schemi che si sono installati nel sistema corpo-mente. Il lavoro in presenza dal 2022 con un gruppo Parkinson di livello medio, in collaborazione con un fisioterapista specializzato, mi permette di acquisire ogni settimana nuovi spunti per pratiche semplici ed efficaci di consapevolezza, propriocezione e ricerca di equilibrio (in tutti i sensi) che posso così portare anche al gruppo online con cui lavoro ormai dal 2020.

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